La terapia trasformativa secondo Robert Betz©

- SENTIRE, SBLOCCARE E TRASFORMARE LE EMOZIONI -
 
image DI COSA SI TRATTA?

La terapia della trasformazione secondo Robert Betz© è una terapia spirituale basata su tecniche meditative. E' stata sviluppata dallo pscicologo tedesco Robert Betz che a sua volta fa riferimento a maestri spirituali come Paul Ferrini, Byron Katie, Osho, Ptaah/Jani King, Thich Nhat Hanh, Eckhart Tolle o Thorwald Dethlefsen. E' molto diffusa a nord delle alpi dove lavorano ormai alcune migliaia di terapeuti formati da Robert Betz. Dal 2016 anche Volker Winkler, coordinatore del Sangha Ticino, è ufficialmente "Transformationstherapeut nach Robert Betz" e propone questo tipo di terapia in italiano, tedesco o in inglese a persone interessate in Ticino - anche e soprattutto perché si abbina perfettamente alla pratica della presenza mentale/mindfulness e della meditazione buddhista.
 
 
  • mira a liberare blocchi emotivi del passato e a trasformarli in gioia di vivere e amore per noi stessi e gli altri
  • è basata su pratiche meditative
  • la terapia non prevede per forza una continuità di incontri: il cliente decide dopo ogni seduta se e quando vuole farne eventuali altre
  • si è rivelata estremamente efficace in molti casi
  • permette di approfondire e praticare in seguito individualmente quanto chiarito e sbloccato nelle sedute
  • è perfettamente abbinabile alla pratica meditativa buddhista e alla pratica della Mindfulness in genere
  • si basa sul lavoro dello psicologo e coach tedesco Robert Betz©
 
 

A CHI PUO´ESSERE DI AIUTO?

A persone che si fidano della introspezione meditativa per entrare profondamente in contatto con le emozioni congelate e le energie bloccanti in noi che derivano in gran parte da esperienze del nostro passato e/o dai nostri antenati. Queste emozioni/energie desiderano una cosa sola da noi: che le sentiamo accettandole - in modo che possono finalmente lasciarci liberi.
La terapia della trasformazione non è adatta in caso di psicosi o di disturbi psichici pesanti che rendono necessario un supporto di tipo clinico psicologico o psichiatrico.

COME FUNZIONA?

Durante una seduta classica di terapia della trasformazione il terapeuta e il paziente praticano meditazione insieme per entrare in contatto con le sensazioni presenti nel corpo al momento della seduta. Queste sensazioni vengono poi ricollegate a delle emozioni e quelle a loro volta alle emozioni antiche all'origine dello stato d'animo attuale. Si cerca poi insieme a riconoscere in modo meditativo - e non solo mentale - il pensiero o la decisione, presa spesso già da bambino o addirittura in precedenti incarnazioni, alla base dell'emozione originale. Questa decisione, per esempio del tipo "io non vado bene così come sono" o "questo mondo non è un posto sicuro" o "l'amore ha un prezzo", è molto spesso ancora oggi inconsciamente alla base del nostro comportamento e della nostra sofferenza.
Si tratta in seguito da un lato di prendere una nuova decisione più "vera" e costruttiva e dall'altro lato di perdonare alle persone e alle circostanze alle quali ancora oggi diamo consciamente o inconsciamente la colpa per il nostro malessere - per poter poi intraprendere finalmente la nostra strada in una vita libera e gioiosa sulla base delle nostre nuove decisioni.
 

I 5 passi della trasformazione
secondo Robert Betz:

  • Accetta la tua responsabilità come artefice della tua vita
  • Accetta tutto ciò che si presenta adesso
  • Ritira i tuoi giudizi - e perdona
  • Senti le tue emozioni accettandole
  • Prendi la tua nuova decisione!
 

Quando, quanto, come?


Per fare una seduta di terapia della trasformazione è sufficiente contattare Volker Winkler per email o telefono/What's App. Si concorda un appuntamento e si fa la prima seduta. La durata è di ca. 1,5 ore.

Alla conclusione il cliente riceve un breve riassunto scritto con le evidenze emerse durante le fasi meditative e con indicazioni precise su come mettere in pratica concretamente i passi consigliati sulla base della nuova decisione presa. Non è prevista normalmente una consecuzione automatica con una seconda seduta. L'ospite della seduta ha innanzitutto la possibilità di mettere in pratica quanto emerso e compreso e può in seguito, se lo desidera, ricontattare il terapeuta per stabilire eventualmente un incontro successivo.

La terapia della trasformazione è una forma di terapia nuova non ancora riconosciuta dalla casse malati in Svizzera.
 

La mia personale esperienza


di Volker Winkler, terapeuta trasformativo del Sangha Ticino

Pratico meditazione e presenza mentale (mindfulness) da 15 anni molto intensamente. I risultati di questa pratica sono notevoli e decisamente positivi: più calma e pazienza, meno paura, più motivazione e creatività, più compassione con me stesso e con gli altri, più gioia e meno preoccupazioni nonché una sempre maggiore chiarezza sulla vera natura di tutti i fenomeni. Eppure alcuni sintomi fisici mi facevano capire che, nel mio caso, il processo di trasformazione necessitava di una seconda fase con una qualità ancora diversa della pura pratica meditativa buddhista. Perciò nell'estate del 2015 ho deciso di avvicinarmi alla terapia della trasformazione secondo Robert Betz©.

Conoscevo e apprezzavo i discorsi di Robert Betz su CD in tedesco da molti anni. In Germania, Austria e Svizzera tedesca Robert Betz è ormai noto ad un pubblico molto vasto. Così nel giugno del 2015 ho frequentato anch'io un seminario di un giorno intero a Monaco con lui sull'argomento "Leggere i segnali del proprio corpo" ("Was dein Körper dir sagen will"). Sono rimasto estremamente impressionato dall'efficacia del suo approccio e dai risultati ottenuti con un gruppo di ca. 100 persone in una sola giornata di meditazioni e condivisioni collettive. Sono uscito dal seminario con la decisione: "voglio capire e imparare questa forma di terapia".

Così mi sono iscritto a una delle sue "settimane della trasformazione" che mi ha dato l'occasione di affrontare e approfondire i miei "temi" (Roert Betz usa questo termine al posto di "problemi") legati al padre e alla madre della mia infanzia, al mio bambino interiore, alle mie relazioni d'amore di oggi e del passato, al rapporto con i miei figli e con i miei antenati. Il risultato è stato di nuovo sorprendente ed eclatante nella sua qualità liberatoria.

In pratica si tratta di entrare in contatto con le informazioni memorizzate nella mente, nel corpo e nel cuore che danno chiare indicazioni sulle origini dei miei temi e sui momenti nei quali ho preso certe decisioni - che all'epoca furono necessarie come strategie di sopravvivenza ma che oggi non servono più. Una volta compresi questi coinvolgimenti inutili con eventi e personaggi del passato possono essere sciolti tramite rituali meditativi e soprattutto tramite l'energia del perdono e della gratitudine per tutto ciò che ha fatto parte del mio percorso finora - perché tutto ciò che è stato mi ha portato laddove mi trovo ora ed è stato pertanto necessario.

Da lì in poi ho approfondito intensamente questa tecnica terapeutica sperimentandola su me stesso e facendo l'intero percorso formativo proposto da Robert Betz fino a raggiungere la qualifica ufficiale di terapeuta trasformativo. Nel frattempo ho applicato le mie esperienze e conoscenze su me stesso e su un certo numero di persone - con risultati più che incoraggianti.

Non sarebbe mai serio promettere totale guarigione e il definitivo superamento di ogni sofferenza con una specifica forma di terapia. Pertanto durante la formazione ci è stato giustamente vietato di farlo. Nel mio caso e nel caso dell'abbinamento alla pratica meditativa buddhista so e ho sperimentato in prima persona che ci può essere una perfetta interazione in quanto, semplificando, la meditazione buddhista libera la mente e la terapia della trasformazione libera le emozioni e le energie in noi - e entrambe le liberazioni sono normalmente necessarie perché il lato emotivo e il lato mentale dell'essere umano interagiscono fortemente.

Chi fosse interessato a provare questa forma di terapia spirituale può contattarmi per una prima seduta o per un colloquio informativo senza impegno.